Maremmano, guelfo bianco, concepisce la Fotografia e l'Arte come un ritaglio di percezioni, come un filo sottile che unisce l'immaterialità del tempo trascorso cercando di instaurare una complicità personale tra l'artista e il pubblico. Art director e designer, si occupa fin dagli anni ‘90 di comunicazione e immagine coordinata, per aziende nazionali ed internazionali. Dagli allestimenti museali alle mostre, si è sempre confrontato con un percorso fatto di ricerca e di assidua cura del particolare, spaziando in un ambito creativo ed artistico variegato. Attratto da forma e creatività, cerca di trasporre nelle immagini la propria sensibilità, anima e visioni. Collabora a progetti di fotografia terapeutica con donne in ricerca di sé, o con persone in transizione per disforia di genere.
Per il teatro è autore di testi e contaminazioni di cui cura anche la regia, poiché la scena dalla parte della platea è esattamente uno scatto fotografico in movimento. Come divulgatore, tiene incontri di Estetica e Fotografia, Teatralità e Fotografia, Astrazione e Realtà, Sacro e Profano.
Pubblicazioni :
“Edward Hopper Tribute” 2011
“Ma-Donne; un universo al femminile” 2014
"Dittici" 2019
"A Broken Doll" 2020
"My Secret Book" 2020
Tra le mostre:
“Prima di dormire” (2013)
“Presenza Sonora” (2013-2014).
“Il Racconto dell'Assenza” (Festival intern. Fotografia al M.A.C.Ro. Roma, 2013)